Marina Limosani, classe 1980, occhi castani, uno sguardo sicuramente incrociato da chi guarda la tv in un film, una pubblicità, un corto, un festival, perché Marina é un’attrice, ex modella, nel fiore dell’età.
Un inizio di carriera con Pieraccioni (Il Pesce Innamorato), Lippi (Via Del Corso), come protagonista femminile nell’Eretico di Fabrizio Ruggirello (2007) e in Ma L’amore sì di Tonino Zangardi, per il quale ha vinto il premio come miglior attrice emergente, il tutto senza il tempo di riprendere fiato dopo un percorso accademico fra Università, scuole di recitazione a Firenze, Roma e New York, recitazione che continua a perfezionare fra workshop e seminari.
Marina si afferma continuamente, decisa, da grande professionista in corti o in serie televisive come Distretto Di Polizia 9 e Don Matteo 7 (2009); e non solo, la sua capacità di recitazione, come un camaleonte della sceneggiatura, la si ritrova anche in spot pubblicitari come Noverca (2010), che rivela la sua bellezza nel modo più autentico, niente trucco se non un pò di shampoo ed un sorriso da fare invidiare il suo dentista.
W: Ciao Marina, grazie per la tua disponibilità in questo periodo di festival, riprese, set fotografici come quest’ultimo “once upon a time” firmato Giulia Manelli; uno stile nuovo, dopo il bianco, il dark e il blu, set fotografici per una svolta nel tuo orientamento artistico come attrice o é solo la voglia di cambiare, colore, orizzonte?
M.L.: Mi diverte creare dei personaggi anche attraverso la fotografia e non solo utilizzando il mio lavoro di attrice. La fotografa che ha firmato “once upon a time” (fotografie che illustrano questa intervista) e che è anche una mia cara amica si chiama Giulia Manelli. Per me lei è bravissima.
W: Diversità nei colori, adattamento all’ambiente circostante in modo naturale ed un’espressione artistica che rispecchia l’atmosfera colorata, come questa tua capacità di impregnarti nei personaggi che interpreti sia nei film che nella pubblicità, queste fotografie potrebbero ispirare un ritorno al futuro come modella; si tratta di un’ immagine teatrale, silenziosa, ti immagini anche nella pubblicità tradizionale ?
M.L.: Io provengo dalla moda. Prima di capire di voler fare l’attrice ho lavorato molti anni come modella in giro per il mondo. Non ho mai considerato il lavoro di modella come quello della mia vita ma sicuramente mi è stato utile.
Adesso mi immagino in un bel film francese o in una storia intensa di Crialese..La pubblicità la vivo un pò come vivevo la moda.
E’ vero anche che alcuni attori italiani sono nati con la pubblicità. Questo è un mestiere davvero particolare dove non sai mai a quale porta busserà il tuo momento. Bisogna essere pronti ad aprirle tutte senza ripensamenti ed affidarsi all’istinto. Ad esempio per me è stata davvero una grande esperienza lo spot girato con uno dei maestri del cinema italiano Marco Bellocchio per la Banca Monte dei Paschi di Siena. Ecco, quella pubblicità è stata un’occasione, come girare un piccolo grande film.
W: Moda e pubblicità parte di un percorso, di una crescita professionale su tutti fronti, dove la bellezza essenziale nella pubblicità per motivi estetici diventa poi -evidentemente- un valore aggiunto quando si tratta di cinema; ma cinema d’autore, cinema italiano, francese, quale “porta” vorresti che ti si aprisse oggi come oggi in questo ampio e diversificato paesaggio cinematografico, dove le super-produzioni hanno la tendenza ad oscurare sempre di più il cinema d’autore…
M.L.: Sicuramente in Italia adesso non si sta dando molto valore all’arte soprattutto al cinema ed al teatro. I pesanti tagli finanziari purtroppo non aiutano un settore già in crisi da tempo. Ciò nonostante credo molto nel cinema italiano e quello che vorrei è lavorare qui con registi del calibro di Sorrentino, Crialese, Garrone e molti altri. La Francia la guardo con ammirazione. Marion Cotillard in “La Mome” di Dahan mi ha lasciato senza fiato. Cerco di imparare sempre e di rubare con gli occhi. Magari un giorno chissà. Sarebbe bello fare questo mestiere ovunque.
W: Ovunque sembra una parola forte, cinema, telefilm, film, pubblicità, sempre in Italia, la situazione culturale dell’Italia ti potrebbe convincere ad andare, ovunque, come tanti hanno fatto, pure Crialese, con l’unico obbiettivo di raggiungere i tuoi sogni artistici…?
M.L.: Sicuramente sì. La passione che mi guida al momento potrebbe superare ogni confine geografico. Anzi potrebbe essere per me un valore aggiunto. Credo che il massimo per un attore sia lavorare nel proprio paese e anche fuori. Sarebbe davvero stimolante.
W: Niente di confermato per ora, dunque il tempo di valutare, di scegliere, qualcosa che ha da fare con il tuo moto su facebook: “Il tempo per leggere è sempre tempo rubato (come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere.
M.L.: Questa è una frase tratta da Come un romanzo di Pennac. Oltre ad amare il cinema come spettatrice e come attrice adoro anche la scrittura.
W: Un’altra prospettiva professionale ?
M.L.: Mi piacerebbe scrivere un film. Ci sto pensando
Scrivere mi piace perché è davvero qualcosa che ti mette in contatto con te stesso e con i tuoi pensieri anche più strani.
Bisogna però essere molto costanti per la scrittura e soprattutto dedicargli tempo.
W: Apre l’argomento sulle tue preferenze cinematografiche, oltre ai registi che hai citato prima, quali sono gli attori con i quali ti sentiresti a tuo agio per girare un tuo film o che affiancheresti volentieri come protagonista…?
M.L.: In Italia mi piacerebbe lavorare con Kim Rossi Stuart, non solo come attore ma anche come regista, Elio Germano,Toni Servillo tra i primi, e molti altri. Tra gli americani avrei una lunga lista…Al Pacino Robert De Niro, Sean Penn…Però questi sono davvero i più conosciuti. Lì c’è davvero l’imbarazzo della scelta, ma non perché qui non ci siano talenti ma perché lì il cinema e lo spettacolo sono davvero considerati un’industria. Per cui investono.
W: Infatti dei nomi che ci potevamo aspettare, dei mostri che ogni attore sognerebbe di affiancare anche in un singolo corto di 5 minuti…
M.L.: Direi proprio di sì.
W: In questo film perfetto che potrebbe rappresentare in qualche modo un sogno di una vita, chi comporrebbe la colona sonora….?
M.L.: Hans Zimmer e Ennio Morricone. Insieme per la prima volta.
Beh, le cose o le fai bene o non le fai. Ogni volta che risento Mission o La sottile linea rossa mi viene la pelle d’oca, di Morricone ce ne sono davvero tante e tutte bellissime. Mi piacciono molto le colonne sonore. La musica è fondamentale per raccontare una storia. Supera le barriere cerebrali e dell’intelletto e arriva dritta ai sensi senza filtri. Ecco perché mi piace riascoltare le colonne sonore.
W: Dunque un cast nobile, una musica di eccezione e dove si svolgerebbe questo film…? Il posto dove vorresti vivere, girare, recitare…
M.L.: Quasi quasi con il pretesto dell’intervista lo scrivo davvero un film!
Adesso direi Parigi o New York. Però anche Roma che io adoro. Magari lo scriverei in una di queste tre città, però poi non so dove andrei a girarlo. Dipende tutto da quello che scelgo di raccontare ovviamente. Se dovessi essere anche la regista allora forse rinuncerei a recitare nel film. Troppe cose tutte insieme. Non potrei controllarle. Come attrice amo affidarmi alla guida del regista. E’ davvero fondamentale per me.
W: Due nuclei incontornabili dell’arte cinematografica, come Roma dove vivi, ma forse questo film non ha un suo posto ma un suo perché, la tua passione per il cinema, per l’arte, la cultura che contempli dalla circonferenza entrando nel vivo con stimoli puntuali, scelti, che si rivelano sempre la scelta giusta; pensi che sia giunto il momento di dover scegliere fra recitare, accontentandosi di un mercato ampio e anche un pò in crisi o lanciarsi nella propria scrittura, per raggiungere un’altro obbiettivo artistico?
M.L.: Scrivere e recitare sono due mestieri completamente diversi. Ognuno è appagante e avvincente a modo proprio. Ovviamente io sono un attrice e voglio continuare ad esserlo anche se mi piacerebbe provare a scrivere qualcosa di mio. Il problema poi sarebbe produrlo, e di questi tempi non è proprio una cosa semplice.
Magari il teatro potrebbe essere una nuova frontiera per i ragazzi visto che anche quello in Italia è fermo da diverso tempo.
Anche i cortometraggi trovo che a volte siano un pò sottovalutati. I corti sono un bel modo per sperimentarsi e farsi conoscere partecipando ai festival, o proponendoli per il grande schermo. Mi piacerebbe se ci fosse un cortometraggio di un giovane autore prima di ogni film al cinema. Sarebbe interessante.
Non occorrono grandi budget per creare un’opera d’arte. Occorre l’idea.
W: Secondo te mancano le idee, un vero desiderio culturale da parte delle istituzioni per motivare la creatività storica dell’Italia; tanti non lo sanno, anche fra i più giovani, ma la creatività italiana è ancora e tuttora il grande punto di forza del paese prima del calcio e della pizza. Ora nella antica e bellissima Roma attori e direttori di teatri devono lottare per salvaguardare una cultura millenaria, dicevi piccoli budget e grandi idee, ma se poi le idee se ne vanno all’estero cosa rimane in Italia ?
M.L.: Io credo molto nel valore degli italiani e nella nostra millenaria creatività ed audacia. Succede però che a volte bisogna andare via dal proprio paese per ritornare più forti ed avere il potere di farsi ascoltare. E’ successo a molti grandi artisti italiani come Pippo Del Bono, lo stesso Crialese e molti altri. Non è detto ma a volte succede. Oppure accade che si resta e si combatte senza mollare. E prima o poi qualcosa accade se il talento c’è. Ne sono convinta. L’Italia non è solo un sogno che vive di passato. Potrebbe essere anche futuro. La fine di questa storia non la so ancora. Ma mi aspetto un happy ending a questa fase di crisi economica che neutralizza la creatività.
W: Mi sembra giusto dare il tuo parere giovane sulla situazione e le prospettive su un futuro forse da rifare; raggiunge e conclude un tuo punto di vista globale sull’arte cinematografica che vivi e che esprimi dall’inizio di questo piacevole incontro: vivere la tua passione, amare il tuo mestiere, non avere paura di sognare pure di allontanarsi dalle proprie radici, famiglia e anche amici, il tempo di poter continuare la propria vita nel modo migliore e senza rinnegare le origini e la propria cultura, che va sempre difesa, “il mondo è paese” e l’Italia è un paese che deve fare e merita di più.
Spero che nostri lettori potranno percepire questo tuo parere che secondo me dà fiducia per un futuro cinematografico italiano in buone mani, nuove convinte idee, l’arte, il teatro, un cinema, un nuovo film per l’Italia della cultura…
M.L.: Io ho piena fiducia che le cose cambieranno. Spero di non essere diventata vecchia prima! Mi auguro tanto che le cose si muovano in fretta, anche se non prevedo che il cambiamento Italiano avvenga nel giro di poco tempo. Oggi in Piazza Navona c’erano 4 gatti (ad una manifestazione contro i tagli a Roma), ma sono fiduciosa!
Marina Limosani, attrice, modella, scrittrice Roma, 7 giugno 2010